< >

Kalimaka Bed & Breakfast

ALCUNE UTILI INFORMAZIONI

Scario

Piccolo borgo marinaro letteralmente incastonato tra monti e mare. Situato lontano dalle classiche rotte commerciali, caratteristica che per anni ne ha penalizzato lo sviluppo economico ma che oggi ne fa uno dei suoi punti di forza. Fatta eccezione per la stagione estiva il numero dei residenti non supera il migliaio di anime il che contribuisce a creare un'atmosfera non di certo unica ma sicuramente sempre più rara. Un'altra dimensione, credo sia questo l'unico modo di descrivere sinteticamente ciò che si prova venendo a Scario. Un ambiente incontaminato e non solo da quello che notoriamente definiamo inquinamento ma anche incontaminato da determinate logiche sociali che rendono la vita sempre più complessa in particolare nei grandi centri urbani senza però rinunciare alle comodità e alle sicurezze messe a disposizione dalla parte buona della modernità

La costa, le sue spiagge Come raggiungerle

Alcune spiagge sono a breve distanza dalla marina di Scario, disponibili a pochi minuti di cammino. Per quello che riguarda le spiagge o calette dislocate lungo la costa della "Masseta" sono raggiungibili via terra per mezzo di camminamenti appositamente predisposti a questo scopo, indicati per gli amanti del Traking oppure diversamente si possono raggiungere a mezzo di imbarcazioni private o a noleggio disponibili presso il porto di Scario. Sempre nel porto di Scario esistono delle cooperative di trasporto passeggeri che svolgono un eccellente servizio con lo scopo di far usufruire della bellissima costa anche a chi non abbia una imbarcazione propria o non voglia accollarsi il costo di una imbarcazione a noleggio.

Storia e Bibliografia del luogo

Origine del toponimo. Molte ipotesi sono state avanzate, circa l'origine del nome Scario, da vari studiosi di toponomastica. Alcuni hanno voluto far derivare l'attuale toponimo dal termine greco Skariòs = piccolo cantiere navale e tale derivazione, secondo noi, è senz'altro la più attendibile, in quanto Scario, fin dai suoi primissimi tempi, ebbe sempre una fiorente schiera di calafati addetti alla riparazione delle barche da pesca, industria, questa, che ha sempre costituito il principale mezzo di vita dei suoi abitanti. Altri hanno voluto far derivare Scario da "scarico", in considerazione del fatto che, nei tempi passati, in mancanza di normali vie di comunicazione terrestre e di mezzi idonei, i trasporti avvenivano esclusivamente per via mare a mezzo di grossi bastimenti a vela e veniva chiamato "scario", sincopato di "scarico", il luogo dove avveniva il carico e lo scarico. Altri ancora hanno voluto vedere in Scario la forma italianizzata di scariu, termine dialettale diffuso anche in alcune zone della Calabria, che ancor oggi usano i pescatori locali per indicare un breve tratto di spiaggia sul quale vengono portate in secco le barche. Secondo noi il toponimo Scario potrebbe derivare anche dal termine greco skaròs cioè scaro, pesce di forma tozza e dalle tinte vivacissime, oggi diffuso quasi esclusivamente nelle zone equatoriali, ma una volta abbondantissimo lungo la costa del Cilento. Tratto da "Da Scario agli Infreschi. Guida a una costa dolomitica" di Angelo Guzzo - Luciano Colombo